In tempi recenti anche la Cassazione, con mirate affermazioni di principio, ha scolpito l’imprescindibilità del dictum della sentenza costituzionale n. 10/2024: l’affettività del ristretto non è una mera aspettativa, ma un diritto di rilievo costituzionale e convenzionale, riconosciuto come tale da buona parte della legislazione penitenziaria europea. Beninteso, si tratta di un diritto la cui attuazione – nell’imbarazzante silenzio del legislatore italiano – è al momento affidata alla magistratura di sorveglianza e all’amministrazione penitenziaria, dando inevitabilmente vita a serie discriminazioni.
L'affettività dei detenuti: un diritto diseguale?
Lucia Risicato
2025-01-01
Abstract
In tempi recenti anche la Cassazione, con mirate affermazioni di principio, ha scolpito l’imprescindibilità del dictum della sentenza costituzionale n. 10/2024: l’affettività del ristretto non è una mera aspettativa, ma un diritto di rilievo costituzionale e convenzionale, riconosciuto come tale da buona parte della legislazione penitenziaria europea. Beninteso, si tratta di un diritto la cui attuazione – nell’imbarazzante silenzio del legislatore italiano – è al momento affidata alla magistratura di sorveglianza e all’amministrazione penitenziaria, dando inevitabilmente vita a serie discriminazioni.File in questo prodotto:
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