Il testo verte sull’incontro ideale tra Antonin Artaud e Demetrio Stratos, entrambi impegnati in una radicale ricerca sulla voce come ritorno alla dimensione originaria del linguaggio, pre-logica e pre-rappresentativa. Artaud, nella fase finale della sua vita, concepisce la voce come forza magica capace di oltrepassare la parola discorsiva e di recuperare un contatto diretto con la vita; Stratos, performer d’avanguardia, ne raccoglie l’eredità spingendo la voce ai limiti del corpo, come suono puro e carnale. La loro convergenza emerge emblematicamente nella lettura di Stratos di “Per farla finita col giudizio di dio”, dove la parola diventa voce-corpo, materia e vibrazione, mostrando una delle incarnazioni della libertà nuova a cui allude la danza al rovescio di Artaud.
Artaud, Stratos e la Voce all’inverso
Vincenzo CiceroPrimo
Membro del Collaboration Group
2025-01-01
Abstract
Il testo verte sull’incontro ideale tra Antonin Artaud e Demetrio Stratos, entrambi impegnati in una radicale ricerca sulla voce come ritorno alla dimensione originaria del linguaggio, pre-logica e pre-rappresentativa. Artaud, nella fase finale della sua vita, concepisce la voce come forza magica capace di oltrepassare la parola discorsiva e di recuperare un contatto diretto con la vita; Stratos, performer d’avanguardia, ne raccoglie l’eredità spingendo la voce ai limiti del corpo, come suono puro e carnale. La loro convergenza emerge emblematicamente nella lettura di Stratos di “Per farla finita col giudizio di dio”, dove la parola diventa voce-corpo, materia e vibrazione, mostrando una delle incarnazioni della libertà nuova a cui allude la danza al rovescio di Artaud.Pubblicazioni consigliate
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