Dall'inizio degli anni 2000, il campo degli studi sul fascismo locale si è sviluppato in modo significativo, approfondendo la nostra comprensione storica delle complesse relazioni tra potere centrale e periferico e tra istituzioni e società civile. Questo articolo esamina l'evoluzione politica e amministrativa di Messina dal terremoto del 1908 all'attuazione del sistema podestà sotto il fascismo. Attraverso un'analisi della governance locale, la ricerca evidenzia la persistenza e la trasformazione delle élite politiche messinesi. Come osserva Giuseppe Speciale, queste élite dimostrano una "camaleontica adattabilità". Lo studio ricostruisce la transizione dal periodo liberal-democratico di dominio della famiglia Fulci (fulcismo) alle tensioni sociali del dopoguerra, l'ascesa dei movimenti riformisti e socialisti e la graduale infiltrazione e consolidamento del controllo fascista. Descrive come i meccanismi dell'amministrazione locale – commissariati, sindacati speciali per la ricostruzione e, in seguito, il governo podestà – riflettessero le più ampie dinamiche della centralizzazione politica italiana. Il caso di Messina rivela la continuità dei notabili locali all'interno del nuovo quadro autoritario e del processo irregolare, spesso conflittuale, di penetrazione fascista nell'Italia meridionale. La traiettoria amministrativa di Messina – dall'autonomia comunale al centralismo totalitario, all'occupazione alleata e al ripristino della democrazia locale nel 1944 – offre un esempio paradigmatico della negoziazione tra potere locale e ideologia nazionale durante la transizione italiana dal liberalismo al fascismo e oltre.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MESSINA: I PROTAGONISTI TRA ISTANZE LIBERALI E FASCISMO (1909-1944)
De Salvo, Patrizia
2025-01-01
Abstract
Dall'inizio degli anni 2000, il campo degli studi sul fascismo locale si è sviluppato in modo significativo, approfondendo la nostra comprensione storica delle complesse relazioni tra potere centrale e periferico e tra istituzioni e società civile. Questo articolo esamina l'evoluzione politica e amministrativa di Messina dal terremoto del 1908 all'attuazione del sistema podestà sotto il fascismo. Attraverso un'analisi della governance locale, la ricerca evidenzia la persistenza e la trasformazione delle élite politiche messinesi. Come osserva Giuseppe Speciale, queste élite dimostrano una "camaleontica adattabilità". Lo studio ricostruisce la transizione dal periodo liberal-democratico di dominio della famiglia Fulci (fulcismo) alle tensioni sociali del dopoguerra, l'ascesa dei movimenti riformisti e socialisti e la graduale infiltrazione e consolidamento del controllo fascista. Descrive come i meccanismi dell'amministrazione locale – commissariati, sindacati speciali per la ricostruzione e, in seguito, il governo podestà – riflettessero le più ampie dinamiche della centralizzazione politica italiana. Il caso di Messina rivela la continuità dei notabili locali all'interno del nuovo quadro autoritario e del processo irregolare, spesso conflittuale, di penetrazione fascista nell'Italia meridionale. La traiettoria amministrativa di Messina – dall'autonomia comunale al centralismo totalitario, all'occupazione alleata e al ripristino della democrazia locale nel 1944 – offre un esempio paradigmatico della negoziazione tra potere locale e ideologia nazionale durante la transizione italiana dal liberalismo al fascismo e oltre.| File | Dimensione | Formato | |
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