Questo contributo raccoglie gli interventi di quattro autrici, con l’intento di offrire diversi punti di vista sul tema della comunicazione museale finalizzata alla valorizzazione del patrimonio archeologico. La prima parte ricostruisce la storia delle collezioni archeologiche, a partire dalle raccolte antiquarie dell’ottocentesco Museo Civico Peloritano, fino alla nascita del Museo Nazionale di Messina. L’intervento propone quindi una rilettura di alcuni contesti archeologici messi in salvo dal Soprintendente Paolo Orsi e dai suoi collaboratori nelle convulse fasi di ricostruzione della città dopo il sisma del 1908. Vengono illustrati i processi ermeneutici attivati nel lavoro istituzionale di ricognizione inventariale del patrimonio archeologico museale, attraverso i quali è stato possibile “disseppellire” i dati scientifici acquisiti dalle secolari ricerche archeologiche urbane, portando in luce le storie dei reperti conservati nel Museo. Per raccontare tali storie sono state attivate azioni di archeologia pubblica che, utilizzando i metodi e le strategie del cosiddetto storytelling, hanno estratto da questo enorme deposito di memorie storiche il racconto, accessibile a tutti, della nascita e dello sviluppo delle comunità cittadine antiche. Si tratta di un cantiere di comunicazione museale, aperto alla partecipazione di tutti coloro che desiderano collaborare alla costruzione della memoria storica della Città dello Stretto. Da questo processo di apertura alla città nascono le collaborazioni scientifiche per la creazione del laboratorio di digitalizzazione 3D del patrimonio archeologico conservato nel nostro Museo, di cui si illustrano gli esiti nella seconda parte di questo contributo. Conclude il contributo la rassegna delle azioni istituzionali realizzate e in corso di realizzazione ai fini dell’implementazione dell’accessibilità dei percorsi di visita tramite strumenti digitali. This contribution brings together the work of four authors, offering different perspectives on museum communication aimed at enhancing the archaeological heritage. The first part reconstructs the history of the archaeological collections. It traces them from the antiquarian collections of the nineteenth-century Peloritano Civic Museum to the founding of the National Museum of Messina. Next, the paper offers a reinterpretation of some archaeological sites saved by Paolo Orsi and his collaborators. They worked during the city’s turbulent reconstruction after the 1908 earthquake. The hermeneutic processes activated in the institutional work of inventorying the museum’s archaeological heritage are illustrated. Through these processes, it was possible to unearth scientific data acquired from centuries-old urban archaeological research. In this way, the stories of the finds preserved in the Museum were brought to light. To tell these stories, public archaeology initiatives have been launched. These initiatives use storytelling methods and strategies to extract a narrative from this vast repository of historical memories, accessible to all. They present the birth and development of ancient urban communities. This is a museum communication project open to all who wish to collaborate in building the City of the Strait’s historical memory. This process of opening to the city has led to scientific collaborations. One result is a 3D digitisation laboratory for the archaeological heritage preserved in our Museum. The results of this collaboration are illustrated in the second part of this contribution. The article concludes with a review of institutional actions undertaken and underway. These actions aim to improve the accessibility of visitor routes through digital tools.
Il patrimonio archeologico del Museo Maria Accascina di Messina come “memorie del futuro”: dalle ricerche urbane di Paolo Orsi allo storytelling museale
Alessia Chillemi
;Giuseppina Salvo
2025-01-01
Abstract
Questo contributo raccoglie gli interventi di quattro autrici, con l’intento di offrire diversi punti di vista sul tema della comunicazione museale finalizzata alla valorizzazione del patrimonio archeologico. La prima parte ricostruisce la storia delle collezioni archeologiche, a partire dalle raccolte antiquarie dell’ottocentesco Museo Civico Peloritano, fino alla nascita del Museo Nazionale di Messina. L’intervento propone quindi una rilettura di alcuni contesti archeologici messi in salvo dal Soprintendente Paolo Orsi e dai suoi collaboratori nelle convulse fasi di ricostruzione della città dopo il sisma del 1908. Vengono illustrati i processi ermeneutici attivati nel lavoro istituzionale di ricognizione inventariale del patrimonio archeologico museale, attraverso i quali è stato possibile “disseppellire” i dati scientifici acquisiti dalle secolari ricerche archeologiche urbane, portando in luce le storie dei reperti conservati nel Museo. Per raccontare tali storie sono state attivate azioni di archeologia pubblica che, utilizzando i metodi e le strategie del cosiddetto storytelling, hanno estratto da questo enorme deposito di memorie storiche il racconto, accessibile a tutti, della nascita e dello sviluppo delle comunità cittadine antiche. Si tratta di un cantiere di comunicazione museale, aperto alla partecipazione di tutti coloro che desiderano collaborare alla costruzione della memoria storica della Città dello Stretto. Da questo processo di apertura alla città nascono le collaborazioni scientifiche per la creazione del laboratorio di digitalizzazione 3D del patrimonio archeologico conservato nel nostro Museo, di cui si illustrano gli esiti nella seconda parte di questo contributo. Conclude il contributo la rassegna delle azioni istituzionali realizzate e in corso di realizzazione ai fini dell’implementazione dell’accessibilità dei percorsi di visita tramite strumenti digitali. This contribution brings together the work of four authors, offering different perspectives on museum communication aimed at enhancing the archaeological heritage. The first part reconstructs the history of the archaeological collections. It traces them from the antiquarian collections of the nineteenth-century Peloritano Civic Museum to the founding of the National Museum of Messina. Next, the paper offers a reinterpretation of some archaeological sites saved by Paolo Orsi and his collaborators. They worked during the city’s turbulent reconstruction after the 1908 earthquake. The hermeneutic processes activated in the institutional work of inventorying the museum’s archaeological heritage are illustrated. Through these processes, it was possible to unearth scientific data acquired from centuries-old urban archaeological research. In this way, the stories of the finds preserved in the Museum were brought to light. To tell these stories, public archaeology initiatives have been launched. These initiatives use storytelling methods and strategies to extract a narrative from this vast repository of historical memories, accessible to all. They present the birth and development of ancient urban communities. This is a museum communication project open to all who wish to collaborate in building the City of the Strait’s historical memory. This process of opening to the city has led to scientific collaborations. One result is a 3D digitisation laboratory for the archaeological heritage preserved in our Museum. The results of this collaboration are illustrated in the second part of this contribution. The article concludes with a review of institutional actions undertaken and underway. These actions aim to improve the accessibility of visitor routes through digital tools.Pubblicazioni consigliate
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