Il contributo analizza l’evoluzione del concetto giuridico di famiglia alla luce dei più recenti contributi giurisprudenziali, con particolare attenzione all’impatto delle scelte etiche di inizio-vita e al progressivo radicamento del principio del best interest of the child come criterio ordinatore del sistema. Dopo avere ricostruito il passaggio dal tipico modello familiare essenzialmente ispirato all’etica cattolica e formalizzato nel matrimonio concordatario, alla politipia delle formazioni sociali affettive riconosciute dall’ordinamento, lo studio esamina le tensioni generate dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) e dalla crescente domanda di tutela dei nuovi modelli genitoriali che ne derivano, incluse le coppie omosessuali, le persone singole e le famiglie transgender, anche in riferimento all’uso della maternità surrogata e dell’adozione. Il lavoro evidenzia come la giurisprudenza, sulla scorta dei mutamenti sociali, tenda a privilegiare la continuità e la certezza dei legami affettivi rispetto alle formali restrizioni legislative di accesso alla PMA. L’ordito del paper è, infatti, costituito dall’analisi delle più recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno ridefinito gli equilibri tra autodeterminazione procreativa, divieti normativi e tutela del minore, riconoscendo in diversi casi la genitorialità anche in assenza di legami biologici e favorendo un approccio paidocentrico. Nelle considerazioni conclusive l’autore richiama le criticità sistemiche derivanti dalla frammentazione del modello costituzionale di famiglia, dal persistere dell’inverno demografico e dal rischio di derive tecnocratiche ed eugenetiche connesse al ricorso smodato alle tecnologie riproduttive. Viene auspicato, infine, l’intervento del legislatore per costruire un quadro organico in materia di famiglia e genitorialità che, evitando sia l’iperattivismo giurisprudenziale sia la deriva individualistica dei “diritti tiranni”, riaffermi la centralità del minore e garantisca un ambiente stabile e armonioso per lo sviluppo della sua personalità.

Famiglia e genitorialità nella recente giurisprudenza sulle scelte etiche di inizio-vita seguendo il best interest of the child

Freni Fortunato
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza l’evoluzione del concetto giuridico di famiglia alla luce dei più recenti contributi giurisprudenziali, con particolare attenzione all’impatto delle scelte etiche di inizio-vita e al progressivo radicamento del principio del best interest of the child come criterio ordinatore del sistema. Dopo avere ricostruito il passaggio dal tipico modello familiare essenzialmente ispirato all’etica cattolica e formalizzato nel matrimonio concordatario, alla politipia delle formazioni sociali affettive riconosciute dall’ordinamento, lo studio esamina le tensioni generate dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) e dalla crescente domanda di tutela dei nuovi modelli genitoriali che ne derivano, incluse le coppie omosessuali, le persone singole e le famiglie transgender, anche in riferimento all’uso della maternità surrogata e dell’adozione. Il lavoro evidenzia come la giurisprudenza, sulla scorta dei mutamenti sociali, tenda a privilegiare la continuità e la certezza dei legami affettivi rispetto alle formali restrizioni legislative di accesso alla PMA. L’ordito del paper è, infatti, costituito dall’analisi delle più recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno ridefinito gli equilibri tra autodeterminazione procreativa, divieti normativi e tutela del minore, riconoscendo in diversi casi la genitorialità anche in assenza di legami biologici e favorendo un approccio paidocentrico. Nelle considerazioni conclusive l’autore richiama le criticità sistemiche derivanti dalla frammentazione del modello costituzionale di famiglia, dal persistere dell’inverno demografico e dal rischio di derive tecnocratiche ed eugenetiche connesse al ricorso smodato alle tecnologie riproduttive. Viene auspicato, infine, l’intervento del legislatore per costruire un quadro organico in materia di famiglia e genitorialità che, evitando sia l’iperattivismo giurisprudenziale sia la deriva individualistica dei “diritti tiranni”, riaffermi la centralità del minore e garantisca un ambiente stabile e armonioso per lo sviluppo della sua personalità.
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