La fascia costiera della Sicilia settentrionale compresa tra Messina e Palermo geomorfologicamente si presenta ricca di erti rilievi collinari che chiudono a Sud la linea di costa gettandosi a strapiombo sul mare. Al centro, tra i Monti Peloritani e le Madonie, si trovano i Monti Nebrodi, contraddistinti da ripidi crinali sui quali si sviluppano diversi percorsi naturali. Questi, spesso caratterizzati da un orientamento N-S, sono stati utilizzati dall’uomo sin dall’età preistorica come via di comunicazione tra la costa e l’entroterra. Uno dei percorsi più antichi è rappresentato dalla Regia Trazzera San Marco-Maniace, un’importante via di comunicazione che, partendo dal moderno centro urbano di San Marco d’Alunzio (Me), l’antica città ellenistico-romana di Alontion, risale e supera le alture dei Monti Nebrodi consentendo di arrivare nel territorio di Maniace (Ct). Questa direttrice corrisponde ad una strada sterrata, soltanto in brevi tratti asfaltata, che per diverso tempo è stata un valido percorso alternativo per collegare la Sicilia settentrionale con le coste ioniche. Da Maniace infatti, proseguendo in direzione di Randazzo (Ct), è possibile arrivare attraverso la valle del fiume Alcantara nel territorio di Tauromenium (Taormina) e nella penisola di Capo Schisò, dove in età greca è stata fondata la colonia di Naxos. Nel corso dei secoli il continuo utilizzo della Regia Trazzera ha consentito, come documentano diverse mappe del Catasto Borbonico di Sicilia, una conservazione dell’originario percorso ed anche la sopravvivenza di diverse sorgenti d’acqua. L’antichità di questa strada è testimoniata dall’elevato numero di monasteri (Sant’Ippolito, San Nicola, San Pietro del Mueli, Santa Maria di Grappiddà) sparsi lungo il suo tracciato. Si tratta di metochia subordinati al monastero di San Filippo di Fragalà, un convento basiliano collocato lungo questa direttrice e facilmente raggiungibile dall’abbazia benedettina di Santa Maria di Maniace. La Regia Trazzera, insieme a molte altre strade interne, con molta probabilità è stata ampiamente sfruttata durante il periodo arabo-normanno, quando i porti del Tirreno erano maggiormente liberi dalle incursioni arabe rispetto a quelli della costa ionica. In questa fase storica si prediligeva la coltivazione dei territori interni, perché le zone costiere spesso erano soggette a problemi di impaludamento che rendevano faticosa e poco agevole l’attività agricola. Tra le fertili aree collocate lungo questa direttrice è significativo ricordare la c.da Gazzana, situata nel comune di Longi (Me). In quest’area l’analisi delle fotografie aeree dell’archivio storico IGM e lo studio delle immagini satellitari di Google Earth ha consentito di intercettare sul terreno una divisione agraria regolare con limiti di campo e assi stradali paralleli e perpendicolari tra loro. Ad oggi non è stato possibile datare con esattezza questa griglia, anche se l’analogia con le misure della suddivisione agraria rinvenuta sul Monte Vecchio di San Fratello (Me), in prossimità del monastero dei Tre Santi Fratelli (fine XI secolo), suggerirebbe una datazione al periodo arabo-normanno ed un legame con il vicino monastero di San Pietro del Mueli, un metochion di San Filippo di Fragalà datato all’XI secolo.
La Regia Trazzera San Marco-Maniace: un’antica strada ancora in uso
Marco Miano
2022-01-01
Abstract
La fascia costiera della Sicilia settentrionale compresa tra Messina e Palermo geomorfologicamente si presenta ricca di erti rilievi collinari che chiudono a Sud la linea di costa gettandosi a strapiombo sul mare. Al centro, tra i Monti Peloritani e le Madonie, si trovano i Monti Nebrodi, contraddistinti da ripidi crinali sui quali si sviluppano diversi percorsi naturali. Questi, spesso caratterizzati da un orientamento N-S, sono stati utilizzati dall’uomo sin dall’età preistorica come via di comunicazione tra la costa e l’entroterra. Uno dei percorsi più antichi è rappresentato dalla Regia Trazzera San Marco-Maniace, un’importante via di comunicazione che, partendo dal moderno centro urbano di San Marco d’Alunzio (Me), l’antica città ellenistico-romana di Alontion, risale e supera le alture dei Monti Nebrodi consentendo di arrivare nel territorio di Maniace (Ct). Questa direttrice corrisponde ad una strada sterrata, soltanto in brevi tratti asfaltata, che per diverso tempo è stata un valido percorso alternativo per collegare la Sicilia settentrionale con le coste ioniche. Da Maniace infatti, proseguendo in direzione di Randazzo (Ct), è possibile arrivare attraverso la valle del fiume Alcantara nel territorio di Tauromenium (Taormina) e nella penisola di Capo Schisò, dove in età greca è stata fondata la colonia di Naxos. Nel corso dei secoli il continuo utilizzo della Regia Trazzera ha consentito, come documentano diverse mappe del Catasto Borbonico di Sicilia, una conservazione dell’originario percorso ed anche la sopravvivenza di diverse sorgenti d’acqua. L’antichità di questa strada è testimoniata dall’elevato numero di monasteri (Sant’Ippolito, San Nicola, San Pietro del Mueli, Santa Maria di Grappiddà) sparsi lungo il suo tracciato. Si tratta di metochia subordinati al monastero di San Filippo di Fragalà, un convento basiliano collocato lungo questa direttrice e facilmente raggiungibile dall’abbazia benedettina di Santa Maria di Maniace. La Regia Trazzera, insieme a molte altre strade interne, con molta probabilità è stata ampiamente sfruttata durante il periodo arabo-normanno, quando i porti del Tirreno erano maggiormente liberi dalle incursioni arabe rispetto a quelli della costa ionica. In questa fase storica si prediligeva la coltivazione dei territori interni, perché le zone costiere spesso erano soggette a problemi di impaludamento che rendevano faticosa e poco agevole l’attività agricola. Tra le fertili aree collocate lungo questa direttrice è significativo ricordare la c.da Gazzana, situata nel comune di Longi (Me). In quest’area l’analisi delle fotografie aeree dell’archivio storico IGM e lo studio delle immagini satellitari di Google Earth ha consentito di intercettare sul terreno una divisione agraria regolare con limiti di campo e assi stradali paralleli e perpendicolari tra loro. Ad oggi non è stato possibile datare con esattezza questa griglia, anche se l’analogia con le misure della suddivisione agraria rinvenuta sul Monte Vecchio di San Fratello (Me), in prossimità del monastero dei Tre Santi Fratelli (fine XI secolo), suggerirebbe una datazione al periodo arabo-normanno ed un legame con il vicino monastero di San Pietro del Mueli, un metochion di San Filippo di Fragalà datato all’XI secolo.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


