Il presente saggio analizza l’intreccio fra corpo, linguaggio e tecnologia nella contemporaneità, considerando i media digitali non più quali semplici canali di comunicazione, ma in chiave di ambienti cognitivi e linguistici in grado di trasformare l’esperienza stessa dell’essere umano. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione operano come dispositivi semiotici che modellano la percezione, la memoria e la relazione, generando una nuova ecologia del senso. L’emergere della cosiddetta intelligenza artificiale e dei linguaggi generativi segna un passaggio decisivo: la produzione di senso è ormai condivisa fra soggetti umani e sistemi computazionali. Il linguaggio diventa spazio di negoziazione fra biologia e algoritmo. In questo quadro, il Metaverso rappresenta un laboratorio paradigmatico in cui il corpo, la parola e l’immagine si fondono in esperienze immersive e sinestetiche. Il contributo propone una riflessione mediologica orientata a comprendere le conseguenze epistemiche e ontologiche di questa rivoluzione, suggerendo un superamento della lettura postumana della comunicazione, fondato su una concezione ecologica-relazionale del linguaggio che ne riconosca le radici incarnate.

Corpi digitali e linguaggi incarnati: ecologie della conoscenza e rivoluzione del reale

Marco Centorrino
;
Josephine Condemi
2025-01-01

Abstract

Il presente saggio analizza l’intreccio fra corpo, linguaggio e tecnologia nella contemporaneità, considerando i media digitali non più quali semplici canali di comunicazione, ma in chiave di ambienti cognitivi e linguistici in grado di trasformare l’esperienza stessa dell’essere umano. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione operano come dispositivi semiotici che modellano la percezione, la memoria e la relazione, generando una nuova ecologia del senso. L’emergere della cosiddetta intelligenza artificiale e dei linguaggi generativi segna un passaggio decisivo: la produzione di senso è ormai condivisa fra soggetti umani e sistemi computazionali. Il linguaggio diventa spazio di negoziazione fra biologia e algoritmo. In questo quadro, il Metaverso rappresenta un laboratorio paradigmatico in cui il corpo, la parola e l’immagine si fondono in esperienze immersive e sinestetiche. Il contributo propone una riflessione mediologica orientata a comprendere le conseguenze epistemiche e ontologiche di questa rivoluzione, suggerendo un superamento della lettura postumana della comunicazione, fondato su una concezione ecologica-relazionale del linguaggio che ne riconosca le radici incarnate.
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