Il contributo esamina la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni sportive agonistiche, inquadrandola nel problema delle classificazioni e del bilanciamento tra inclusione e parità competitiva. Dopo aver evidenziato la funzione delle categorie nello sport istituzionalizzato, il lavoro analizza le linee guida del Comitato Olimpico Internazionale del 2021, che affidano alle Federazioni il compito di definire criteri di ammissibilità coerenti con i principi di non discriminazione ed equità. Attraverso il riferimento al modello degli sport paralimpici, si dimostra come l’integrazione richieda adattamenti regolamentari e soluzioni differenziate in relazione alle singole discipline. Ne deriva che l’accesso degli atleti transgender alle categorie di elezione non può essere automatico, ma deve fondarsi su criteri tecnici e scientifici idonei a evitare vantaggi competitivi sproporzionati. Il lavoro conclude sottolineando la necessità di un approccio flessibile e multilivello, nel quale le Federazioni svolgono un ruolo centrale nel contemperare inclusione e integrità della competizione sportiva.

Agonismo sportivo e transessualismo: le linee guida del comitato olimpico internazionale e il ruolo delle federazioni

Francesco Rende
2023-01-01

Abstract

Il contributo esamina la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni sportive agonistiche, inquadrandola nel problema delle classificazioni e del bilanciamento tra inclusione e parità competitiva. Dopo aver evidenziato la funzione delle categorie nello sport istituzionalizzato, il lavoro analizza le linee guida del Comitato Olimpico Internazionale del 2021, che affidano alle Federazioni il compito di definire criteri di ammissibilità coerenti con i principi di non discriminazione ed equità. Attraverso il riferimento al modello degli sport paralimpici, si dimostra come l’integrazione richieda adattamenti regolamentari e soluzioni differenziate in relazione alle singole discipline. Ne deriva che l’accesso degli atleti transgender alle categorie di elezione non può essere automatico, ma deve fondarsi su criteri tecnici e scientifici idonei a evitare vantaggi competitivi sproporzionati. Il lavoro conclude sottolineando la necessità di un approccio flessibile e multilivello, nel quale le Federazioni svolgono un ruolo centrale nel contemperare inclusione e integrità della competizione sportiva.
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