Questo contributo intende indagare il rapporto tra ritualità e mythos nella messinscena contemporanea delle tragedie greche, con il preciso obiettivo di tentare di capire innanzitutto quali siano oggi il ruolo e la funzione della tragedia stessa. L’indagine è condotta attraverso l’analisi di due messinscene contemporanee al Teatro greco di Siracusa: Baccanti ed Elena di Euripide (rispettivamente in scena nel 2012 e nel 2019). Inoltre, partendo dall’idea di katharsis aristotelica, l’analisi mira a comprendere anche quanto e se il senso religioso della tragedia greca del V sec. a.C. possa oggi essere ritrovato nella messinscena contemporanea e se le recite odierne abbiano la capacità di generare nel pubblico i meccanismi di mimesis e katharsis. In tal senso, assunti la tragedia come rito e il mythos come elemento fondante della rappresentazione, il presente studio si interroga sulla capacità e sulla consapevolezza delle produzioni contemporanee di portare in scena non soltanto uno spettacolo teatrale ma un vero e proprio rito di ‘purifi cazione’. Infi ne, si è reso necessario indagare quanto il pubblico contemporaneo abbia consapevolezza di assistere a un rituale vero e proprio e se davvero oggi la tragedia può ancora avere una qualche funzione sociale.

Tra mito e ritualità. Il problema della messinscena contemporanea.

VINCENZO QUADARELLA
2022-01-01

Abstract

Questo contributo intende indagare il rapporto tra ritualità e mythos nella messinscena contemporanea delle tragedie greche, con il preciso obiettivo di tentare di capire innanzitutto quali siano oggi il ruolo e la funzione della tragedia stessa. L’indagine è condotta attraverso l’analisi di due messinscene contemporanee al Teatro greco di Siracusa: Baccanti ed Elena di Euripide (rispettivamente in scena nel 2012 e nel 2019). Inoltre, partendo dall’idea di katharsis aristotelica, l’analisi mira a comprendere anche quanto e se il senso religioso della tragedia greca del V sec. a.C. possa oggi essere ritrovato nella messinscena contemporanea e se le recite odierne abbiano la capacità di generare nel pubblico i meccanismi di mimesis e katharsis. In tal senso, assunti la tragedia come rito e il mythos come elemento fondante della rappresentazione, il presente studio si interroga sulla capacità e sulla consapevolezza delle produzioni contemporanee di portare in scena non soltanto uno spettacolo teatrale ma un vero e proprio rito di ‘purifi cazione’. Infi ne, si è reso necessario indagare quanto il pubblico contemporaneo abbia consapevolezza di assistere a un rituale vero e proprio e se davvero oggi la tragedia può ancora avere una qualche funzione sociale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11570/3352189
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