La salvaguardia dell’ambiente marino costituisce una condizione imprescindibile per garantire la qualità della vita umana. Essa non risponde a un’esigenza puramente estetica o idealistica, ma nasce proprio da un bisogno concreto: garantire un habitat sano e vitale in cui l’uomo possa vivere e operare. Questa esigenza trova fondamento nei principi costituzionali, in particolare negli articoli 9 e 32 della Costituzione, che riconoscono nell’ambiente un bene primario della collettività, da proteggere per il benessere presente e futuro dei cittadini. A fronte delle molteplici minacce legate all’attività antropica (inquinamento da idrocarburi, scarichi industriali e urbani, pesca intensiva, traffico marittimo, plastiche e microplastiche, nonché incidenti marittimi con conseguente sversamento di sostanze tossiche) che ne possono compromettere gravemente l’equilibrio ecologico, la biodiversità e la capacità di rigenerazione naturale, si rende indispensabile un sistema giuridico efficace volto alla prevenzione dei danni e, qualora questi si verifichino, alla loro effettiva riparazione attraverso l’attribuzione di obblighi chiari e vincolanti a carico di soggetti pubblici e privati. L’ordinamento giuridico italiano si è evoluto in linea con le Direttive comunitarie e le Convenzioni internazionali, adottando una visione più ampia e consapevole del danno ambientale che non è più visto esclusivamente come un danno a beni privati o interessi individuali ma come una lesione al patrimonio collettivo.
PROFILI GIURIDICI DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE PER DANNI ALL’AMBIENTE MARINO
Tommasini, Maria Francesca
2026-01-01
Abstract
La salvaguardia dell’ambiente marino costituisce una condizione imprescindibile per garantire la qualità della vita umana. Essa non risponde a un’esigenza puramente estetica o idealistica, ma nasce proprio da un bisogno concreto: garantire un habitat sano e vitale in cui l’uomo possa vivere e operare. Questa esigenza trova fondamento nei principi costituzionali, in particolare negli articoli 9 e 32 della Costituzione, che riconoscono nell’ambiente un bene primario della collettività, da proteggere per il benessere presente e futuro dei cittadini. A fronte delle molteplici minacce legate all’attività antropica (inquinamento da idrocarburi, scarichi industriali e urbani, pesca intensiva, traffico marittimo, plastiche e microplastiche, nonché incidenti marittimi con conseguente sversamento di sostanze tossiche) che ne possono compromettere gravemente l’equilibrio ecologico, la biodiversità e la capacità di rigenerazione naturale, si rende indispensabile un sistema giuridico efficace volto alla prevenzione dei danni e, qualora questi si verifichino, alla loro effettiva riparazione attraverso l’attribuzione di obblighi chiari e vincolanti a carico di soggetti pubblici e privati. L’ordinamento giuridico italiano si è evoluto in linea con le Direttive comunitarie e le Convenzioni internazionali, adottando una visione più ampia e consapevole del danno ambientale che non è più visto esclusivamente come un danno a beni privati o interessi individuali ma come una lesione al patrimonio collettivo.| File | Dimensione | Formato | |
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