La vicenda umana e professionale di Stanislas Tomkiewicz, psichiatra franco-polacco di rilievo internazionale, costituisce un osservatorio privilegiato per interrogare il rapporto tra trauma, adolescenza, educazione e resilienza. Segnata dall’esperienza del ghetto di Varsavia e dalla deportazione nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, la sua biografia non rappresenta soltanto lo sfondo della sua riflessione scientifica, ma ne costituisce una matrice essenziale. Il presente contributo prende in esame una delle sue opere più significative, L’adolescence volée, con l’obiettivo di evidenziare come la resilienza emerga non come semplice qualità individuale o generica capacità di resistenza, bensì come processo dinamico, relazionale, educativo e sociale. Alla luce di tale prospettiva, il pensiero di Tomkiewicz permette di ripensare la cura e l’educazione nei confronti dei soggetti più vulnerabili, valorizzando il ruolo dei legami affettivi, dei contesti di sostegno e delle figure adulte capaci di operare come tutori di resilienza
Tra adolescenza negata e resilienza educativa: il contributo di Stanislas Tomkiewicz
simona gatto
2025-01-01
Abstract
La vicenda umana e professionale di Stanislas Tomkiewicz, psichiatra franco-polacco di rilievo internazionale, costituisce un osservatorio privilegiato per interrogare il rapporto tra trauma, adolescenza, educazione e resilienza. Segnata dall’esperienza del ghetto di Varsavia e dalla deportazione nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, la sua biografia non rappresenta soltanto lo sfondo della sua riflessione scientifica, ma ne costituisce una matrice essenziale. Il presente contributo prende in esame una delle sue opere più significative, L’adolescence volée, con l’obiettivo di evidenziare come la resilienza emerga non come semplice qualità individuale o generica capacità di resistenza, bensì come processo dinamico, relazionale, educativo e sociale. Alla luce di tale prospettiva, il pensiero di Tomkiewicz permette di ripensare la cura e l’educazione nei confronti dei soggetti più vulnerabili, valorizzando il ruolo dei legami affettivi, dei contesti di sostegno e delle figure adulte capaci di operare come tutori di resilienzaPubblicazioni consigliate
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