Lo scritto si propone di verificare quali mezzi di tutela giuridica siano offerti al consumatore anziano di servizi finanziari in un contesto di crescente sviluppo delle tecnologie digitali, utilizzando come principale riferimento normativo la disciplina della commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori (Dir. (UE) 2023/2673, recepita nell’ordinamento italiano con d. lgs. 31 dicembre 2025, n. 209). L’indagine muove da alcune riflessioni sulla rilevanza che l’età avanzata può rivestire nell’attuale sistema giuridico, anche tramite la nozione di vulnerabilità. In particolare, si evidenzia come, rispetto alla prestazione di servizi finanziari tramite canali digitali, la condizione di vulnerabilità dell’anziano non dipenda soltanto dal fattore anagrafico, ma assume una molteplice veste (information vulnerability, financial vulnerability, digital vulnerability), che ne amplifica la condizione di debolezza. Vengono dunque analizzate criticamente le recenti disposizioni di diritto positivo, con particolare riferimento ai classici strumenti dell’informazione precontrattuale e del diritto di recesso del consumatore, per valutare se le novità introdotte dalla dir. 2023/2673 possano risultare realmente funzionali alle esigenze di tutela del consumatore senior. Al riguardo, si conclude osservando che le norme dell’ordinamento finanziario, seppur tendenzialmente indifferenti ai profili anagrafici del fruitore dei servizi finanziari, contengono comunque delle disposizioni che consentono di tenere conto, quanto meno indirettamente, dell’età avanzata di quest’ultimo, e di compensare, in qualche misura, le situazioni di fragilità in cui possono versare gli utenti più in là con gli anni. I futuri sviluppi degli ambienti digitali, nondimeno, alimentano serie preoccupazioni legate alla condizione di vulnerabilità di determinati soggetti (si pensi, ad esempio, agli elevatissimi rischi che corre l’utente dei c.d. mondi virtuali tridimensionali, quali luoghi al cui interno iniziano ad operare anche i primi intermediari finanziari), lasciando ipotizzare che neanche le nuove regole in materia di contrattazione a distanza riescano a garantire un’effettiva protezione dei consumatori, specie se particolarmente vulnerabili.
Canali digitali e clientela senior. Profili giuridici della tutela dell’utilizzatore di servizi finanziari
Francesco Ciraolo
2026-01-01
Abstract
Lo scritto si propone di verificare quali mezzi di tutela giuridica siano offerti al consumatore anziano di servizi finanziari in un contesto di crescente sviluppo delle tecnologie digitali, utilizzando come principale riferimento normativo la disciplina della commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori (Dir. (UE) 2023/2673, recepita nell’ordinamento italiano con d. lgs. 31 dicembre 2025, n. 209). L’indagine muove da alcune riflessioni sulla rilevanza che l’età avanzata può rivestire nell’attuale sistema giuridico, anche tramite la nozione di vulnerabilità. In particolare, si evidenzia come, rispetto alla prestazione di servizi finanziari tramite canali digitali, la condizione di vulnerabilità dell’anziano non dipenda soltanto dal fattore anagrafico, ma assume una molteplice veste (information vulnerability, financial vulnerability, digital vulnerability), che ne amplifica la condizione di debolezza. Vengono dunque analizzate criticamente le recenti disposizioni di diritto positivo, con particolare riferimento ai classici strumenti dell’informazione precontrattuale e del diritto di recesso del consumatore, per valutare se le novità introdotte dalla dir. 2023/2673 possano risultare realmente funzionali alle esigenze di tutela del consumatore senior. Al riguardo, si conclude osservando che le norme dell’ordinamento finanziario, seppur tendenzialmente indifferenti ai profili anagrafici del fruitore dei servizi finanziari, contengono comunque delle disposizioni che consentono di tenere conto, quanto meno indirettamente, dell’età avanzata di quest’ultimo, e di compensare, in qualche misura, le situazioni di fragilità in cui possono versare gli utenti più in là con gli anni. I futuri sviluppi degli ambienti digitali, nondimeno, alimentano serie preoccupazioni legate alla condizione di vulnerabilità di determinati soggetti (si pensi, ad esempio, agli elevatissimi rischi che corre l’utente dei c.d. mondi virtuali tridimensionali, quali luoghi al cui interno iniziano ad operare anche i primi intermediari finanziari), lasciando ipotizzare che neanche le nuove regole in materia di contrattazione a distanza riescano a garantire un’effettiva protezione dei consumatori, specie se particolarmente vulnerabili.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


