Il contributo esamina l’evoluzione della disciplina sul merito creditizio alla luce della Direttiva (UE) 2023/2225 e della riforma del T.U.B. operata dal d.lgs. n. 212/2025, evidenziando come la verifica della solvibilità del consumatore assuma oggi una funzione centrale di protezione dal sovraindebitamento e di attuazione del principio di prestito responsabile. Si analizzano i nuovi artt. 124 bis, 125 e 125 decies T.U.B., prestando attenzione agli obblighi del finanziatore nella raccolta e verifica delle informazioni, e al sistema dei rimedi. Accanto alle sanzioni amministrative, il saggio valorizza soprattutto i rimedi conservativi e manutentivi del rapporto, come rinegoziazione, modifica delle condizioni contrattuali e misure di tolleranza, ritenuti preferibili rispetto ai rimedi demolitori, che possono aggravare la posizione del consumatore. In chiusura, il lavoro collega l’errata valutazione del merito creditizio alla disciplina del sovraindebitamento e all’art. 69 CCII, sottolineando che la tutela del consumatore si intreccia con quella del mercato del credito, in una prospettiva di equilibrio tra protezione della parte debole e sana gestione del sistema

Merito creditizio e concessione abusiva del credito tra Direttiva UE 2023/2225 e riforma del T.U.B. | Creditworthi ness and abusive lending between EU Directive 2023/2225 and the reform of the Italian Consolidated Banking Act (T.U.B.)

ASTONE MARIA ANNUNZIATA
2026-01-01

Abstract

Il contributo esamina l’evoluzione della disciplina sul merito creditizio alla luce della Direttiva (UE) 2023/2225 e della riforma del T.U.B. operata dal d.lgs. n. 212/2025, evidenziando come la verifica della solvibilità del consumatore assuma oggi una funzione centrale di protezione dal sovraindebitamento e di attuazione del principio di prestito responsabile. Si analizzano i nuovi artt. 124 bis, 125 e 125 decies T.U.B., prestando attenzione agli obblighi del finanziatore nella raccolta e verifica delle informazioni, e al sistema dei rimedi. Accanto alle sanzioni amministrative, il saggio valorizza soprattutto i rimedi conservativi e manutentivi del rapporto, come rinegoziazione, modifica delle condizioni contrattuali e misure di tolleranza, ritenuti preferibili rispetto ai rimedi demolitori, che possono aggravare la posizione del consumatore. In chiusura, il lavoro collega l’errata valutazione del merito creditizio alla disciplina del sovraindebitamento e all’art. 69 CCII, sottolineando che la tutela del consumatore si intreccia con quella del mercato del credito, in una prospettiva di equilibrio tra protezione della parte debole e sana gestione del sistema
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