Con la convenzionale denominazione di Nuovo Stile si intendono per quanto riguarda il bronzo delle serie dalla tipologia alquanto varia, emesse dalla zecca di Atene durante il II e il I sec. a.C. Nella nostra analisi abbiamo distinto quattro fasi di coniazione del bronzo, grazie all’esame delle presenze monetali nei tesoretti e nei depositi, e grazie all'osservazione ora di fattori interni alle stesse emissioni, quali la resa stilistica, il valore ponderale, lo stato di usura, ora a confronti con elementi esterni, come l'aggancio a eventi storici contemporanei o la comparazione con la monetazione argentea. Il punto di partenza che ci ha condotti a propendere per l'alta datazione del bronzo è stata la presenza, in depositi sicuramente anteriori al 180 a.C., di emissioni della serie Atena/Zeus fulminante che nella sequenza relativa sono da porre all'inizio di questa monetazione e che presentano una coincidenza di alcuni simboli (spiga, cornucopia, bakchos, due pilei, kernos, aquila), con altri riprodotti sui tetradrammi del primo periodo della monetazione argentea (inizito nel 196 a.C. secondo M. Thompson), caratterizzato dai monogrammi e dai nomi abbreviati. La conclusione della prima fase delle coniazioni énee coincide con l'apparizione, nei depositi del 140 a.C. circa, del nuovo tipo Zeus/Atena promachos, che sembra aprire una seconda fase monetale che continua con svariate emissioni, per concludersi con la breve ma intensa emissione di Zeus fulminante con stella fra crescenti, databile con sicurezza, per la presenza del simbolo mitridatico, tra l'88 e l'86 a.C., anno dell'invasione sillana e che segna nello stesso tempo il termine della tipologia dello Zeus fulminante. Si apre così una terza fase che introduce un "nuovo" periodo di coniazioni riproducenti i tipi dell'argento, a cui probabilmente, almeno per le emissioni iniziali (pesanti), si sostituiscono, anziché costituirne il supporto. Alla quarta e ultima fase della monetazione bronzea di Nuovo Stile non possiamo dare contorni cronologici ben definiti, per la difficoltà di individuare una corrispondenza con momenti storici precisi o con l'ipotetica prosecuzione dell'argento in età post-sillana e oltre, data a cui condurrebbero le testimonianze dei tesoretti e dei depositi contenenti monete di bronzo con simboli corrispondenti ad emissioni argentee dell’ultima fase della sequenza relativa dei tetradrammi, che quindi potrebbe andare oltre l'87 a.C. Le conseguenza di questa ipotesi sarebbe l'impossibilità di accettare l'idea di una cadenza annuale nella coniazione dell'argento, con la necessità di postulare delle interruzioni più o meno lunghe all'interno di essa, tra cui quella che presumibilmente si verificò in corrispondenza del periodo sillano, colmabile con la coniazione di bronzo pesante, fatto che giustificherebbe anche l'introduzione tarda nelle emissioni bronzee di tipi identici a quelli dell'argento. Sempre in quest'ottica la particolare abbondanza di alcune emissioni bronzee potrebbe far pensare che, in particolari momenti, la monetazione bronzea potrebbe essersi sostituita a quella argentea, piuttosto che aver avuto la funzione di valuta sussidiaria.

La monetazione bronzea di Nuovo Stile Ateniese

PUGLISI, Mariangela
1996

Abstract

Con la convenzionale denominazione di Nuovo Stile si intendono per quanto riguarda il bronzo delle serie dalla tipologia alquanto varia, emesse dalla zecca di Atene durante il II e il I sec. a.C. Nella nostra analisi abbiamo distinto quattro fasi di coniazione del bronzo, grazie all’esame delle presenze monetali nei tesoretti e nei depositi, e grazie all'osservazione ora di fattori interni alle stesse emissioni, quali la resa stilistica, il valore ponderale, lo stato di usura, ora a confronti con elementi esterni, come l'aggancio a eventi storici contemporanei o la comparazione con la monetazione argentea. Il punto di partenza che ci ha condotti a propendere per l'alta datazione del bronzo è stata la presenza, in depositi sicuramente anteriori al 180 a.C., di emissioni della serie Atena/Zeus fulminante che nella sequenza relativa sono da porre all'inizio di questa monetazione e che presentano una coincidenza di alcuni simboli (spiga, cornucopia, bakchos, due pilei, kernos, aquila), con altri riprodotti sui tetradrammi del primo periodo della monetazione argentea (inizito nel 196 a.C. secondo M. Thompson), caratterizzato dai monogrammi e dai nomi abbreviati. La conclusione della prima fase delle coniazioni énee coincide con l'apparizione, nei depositi del 140 a.C. circa, del nuovo tipo Zeus/Atena promachos, che sembra aprire una seconda fase monetale che continua con svariate emissioni, per concludersi con la breve ma intensa emissione di Zeus fulminante con stella fra crescenti, databile con sicurezza, per la presenza del simbolo mitridatico, tra l'88 e l'86 a.C., anno dell'invasione sillana e che segna nello stesso tempo il termine della tipologia dello Zeus fulminante. Si apre così una terza fase che introduce un "nuovo" periodo di coniazioni riproducenti i tipi dell'argento, a cui probabilmente, almeno per le emissioni iniziali (pesanti), si sostituiscono, anziché costituirne il supporto. Alla quarta e ultima fase della monetazione bronzea di Nuovo Stile non possiamo dare contorni cronologici ben definiti, per la difficoltà di individuare una corrispondenza con momenti storici precisi o con l'ipotetica prosecuzione dell'argento in età post-sillana e oltre, data a cui condurrebbero le testimonianze dei tesoretti e dei depositi contenenti monete di bronzo con simboli corrispondenti ad emissioni argentee dell’ultima fase della sequenza relativa dei tetradrammi, che quindi potrebbe andare oltre l'87 a.C. Le conseguenza di questa ipotesi sarebbe l'impossibilità di accettare l'idea di una cadenza annuale nella coniazione dell'argento, con la necessità di postulare delle interruzioni più o meno lunghe all'interno di essa, tra cui quella che presumibilmente si verificò in corrispondenza del periodo sillano, colmabile con la coniazione di bronzo pesante, fatto che giustificherebbe anche l'introduzione tarda nelle emissioni bronzee di tipi identici a quelli dell'argento. Sempre in quest'ottica la particolare abbondanza di alcune emissioni bronzee potrebbe far pensare che, in particolari momenti, la monetazione bronzea potrebbe essersi sostituita a quella argentea, piuttosto che aver avuto la funzione di valuta sussidiaria.
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