La personificazione del territorio della colonia calcidese di Zancle-Messana - comprendente l’area odierna di Capo Peloro - rappresentata dalla ninfa Pelorias (tra VI e IV sec. a.C.) è simboleggiata sulla monetazione iniziale della città (530-inizi V sec. a.C.) da una conchiglia, che, grazie alla collaborazione tra numismatici e biologi marini, è stata identificata a livello di specie animale. La comparazione fra gli esemplari monetali raffiguranti al R/ la ‘conchiglia Pelorias’, in precedenza genericamente definita una ‘fan-shell’, con varie specie di bivalve del Mediterraneo e, nello specifico, con le specie presenti a Capo Peloro ha portato all’identificazione del mollusco raffigurato sulle serie zanclee, grazie ad alcuni particolari morfologici meglio visibili su alcuni conii monetali, con il genere della Pinna (famiglia Pinnidae), rappresentata nel Lago di Faro dalle specie nobilis e rudis. La Pinna nobilis endemica del Mediterraneo è altresì raffigurata su altre monete dell’area a cominciare da Kyzikos in Propontide e Gryneion in Eolide (Asia Minore), nelle cui coniazioni la conchiglia giace su una superficie piana a differenza della Pelorias che invece è raffigurata infissa sul fondale, come in realtà si trova in natura e presenta delle rugosità tipiche della specie Pinna rudis Lamarck. Nel caso di quest’ultima si tratta di un tipo di conchiglia - insieme alla Pinna Nobilis parimenti specie protetta - che dunque anche oggi fa parte dell’ecosistema delle acque transizionali di Capo Peloro e dei Laghi di Ganzirri, e la cui importanza nell’antichità, forse legata al valore economico della produzione del bisso, potrebbe suggerire una migliore futura gestione e sfruttamento dell’area protetta del Capo Peloro, oltre che una sua valorizzazione e salvaguardia, proprio grazie alla concomitanza fra l’interesse storico e quello ecologico.

The pelorias shell in the ancient coins: taxonomic attribution and implication in the management of Capo Peloro and laghi di Ganzirri CSI

GIACOBBE, Salvatore;CALTABIANO, Maria;PUGLISI, Mariangela
2009

Abstract

La personificazione del territorio della colonia calcidese di Zancle-Messana - comprendente l’area odierna di Capo Peloro - rappresentata dalla ninfa Pelorias (tra VI e IV sec. a.C.) è simboleggiata sulla monetazione iniziale della città (530-inizi V sec. a.C.) da una conchiglia, che, grazie alla collaborazione tra numismatici e biologi marini, è stata identificata a livello di specie animale. La comparazione fra gli esemplari monetali raffiguranti al R/ la ‘conchiglia Pelorias’, in precedenza genericamente definita una ‘fan-shell’, con varie specie di bivalve del Mediterraneo e, nello specifico, con le specie presenti a Capo Peloro ha portato all’identificazione del mollusco raffigurato sulle serie zanclee, grazie ad alcuni particolari morfologici meglio visibili su alcuni conii monetali, con il genere della Pinna (famiglia Pinnidae), rappresentata nel Lago di Faro dalle specie nobilis e rudis. La Pinna nobilis endemica del Mediterraneo è altresì raffigurata su altre monete dell’area a cominciare da Kyzikos in Propontide e Gryneion in Eolide (Asia Minore), nelle cui coniazioni la conchiglia giace su una superficie piana a differenza della Pelorias che invece è raffigurata infissa sul fondale, come in realtà si trova in natura e presenta delle rugosità tipiche della specie Pinna rudis Lamarck. Nel caso di quest’ultima si tratta di un tipo di conchiglia - insieme alla Pinna Nobilis parimenti specie protetta - che dunque anche oggi fa parte dell’ecosistema delle acque transizionali di Capo Peloro e dei Laghi di Ganzirri, e la cui importanza nell’antichità, forse legata al valore economico della produzione del bisso, potrebbe suggerire una migliore futura gestione e sfruttamento dell’area protetta del Capo Peloro, oltre che una sua valorizzazione e salvaguardia, proprio grazie alla concomitanza fra l’interesse storico e quello ecologico.
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