Questo contributo vuole richiamare l’attenzione sull’educazione al gusto, un tema di urgente attualità ancora tuttavia in larga parte ignorato o sottostimato, sia dalla politica sia dalle istituzioni scolastiche. Nonostante oggi si parli a dismisura di cibo, di cucina, di gusto e più in generale di alimentazione, a questa smania collettiva dilagante spesso non corrisponde una reale consapevolezza da parte dei consumatori, né tantomeno un approfondimento culturale e un’informazione seria e corretta. Ne sono prova la diffusione planetaria di patologie legate all’alimentazione e i fenomeni di impoverimento ambientale connessi alla produzione di cibo non sostenibile e quindi ai nostri stili di consumo. Da qui, dunque, un invito a riflettere sulla necessità di accrescere il nostro sapere alimentare, di promuovere la conoscenza e il consumo critico, reduplicando attraverso questa via anche il nostro piacere di mangiare, un diritto naturale, e pertanto irrinunciabile, al quale possiamo e dobbiamo essere educati perché da esso dipende la qualità della nostra vita e quella dell’ambiente. E questo impegno educativo è un dovere verso il pianeta, un affare pubblico e collettivo che va pertanto affrontato come tale.

Educazione al gusto e gastromanie perverse: qualche riflessione.

Rosalia Cavalieri
2019

Abstract

Questo contributo vuole richiamare l’attenzione sull’educazione al gusto, un tema di urgente attualità ancora tuttavia in larga parte ignorato o sottostimato, sia dalla politica sia dalle istituzioni scolastiche. Nonostante oggi si parli a dismisura di cibo, di cucina, di gusto e più in generale di alimentazione, a questa smania collettiva dilagante spesso non corrisponde una reale consapevolezza da parte dei consumatori, né tantomeno un approfondimento culturale e un’informazione seria e corretta. Ne sono prova la diffusione planetaria di patologie legate all’alimentazione e i fenomeni di impoverimento ambientale connessi alla produzione di cibo non sostenibile e quindi ai nostri stili di consumo. Da qui, dunque, un invito a riflettere sulla necessità di accrescere il nostro sapere alimentare, di promuovere la conoscenza e il consumo critico, reduplicando attraverso questa via anche il nostro piacere di mangiare, un diritto naturale, e pertanto irrinunciabile, al quale possiamo e dobbiamo essere educati perché da esso dipende la qualità della nostra vita e quella dell’ambiente. E questo impegno educativo è un dovere verso il pianeta, un affare pubblico e collettivo che va pertanto affrontato come tale.
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